arancino ragù

alla scoperta dell’arancino

arancino ragù

Siate onesti: a chi non piace l’arancino? Con mortadella e pistacchio, guanciale, ragù, prosciutto e tanto tanto altro. E noi di Zza Maria lo sappiamo benissimo, con più di otto varianti di arancino, e la novità: l’arancino VEGAN! Ma molti non sanno la storia che c’è dietro all’arancino e di come, anche in questo caso, il dominio arabo in Italia abbia lasciato così tanti usi e tradizioni. 

Si dice arancino o arancina?

Il dibattito è spesso molto acceso, e molte volte tra siciliani si rischia di passare ai metodi forti per far prevalere la propria idea…ma la domanda che suscita risse e caos è: si dice arancino o arancina? La risposta è dipende. Nella parte occidentale della Sicilia, e soprattutto a Palermo, si dice “arancina” ed ha una forma tondeggiante. Nella sicilia orientale invece, verso Catania, si dice “arancino” ed ha quasi sempre una forma appuntita.

Non esiste un modo corretto per chiamare questo tradizionale piatto, benché alcuni studiosi abbiano affermato che probabilmente la versione più corretta è quella femminile. Ciò, è da ritrovarsi nell’etimologia del termine, e dal momento che gli arabi erano soliti a chiamare qualsiasi tipo di polpetta come un frutto, l’arancina prende il nome dall’arancia, che è femminile. 

La storia

Come detto poco fa, la storia dell’arancino nasce proprio durante la dominazione araba  in Sicilia, tra il IV e l’XI secolo. Infatti, gli arabi erano soliti a mangiare il riso appallottolandolo e farcendolo con carne di agnello, e con l’arrivo di Federico II si conobbe l’impanatura, attraverso cui gli arancini vennero impanati e fritti. 


Il 13 dicembre di ogni anno, a Palermo, come da tradizione, si festeggia il giorno di Santa Lucia, la cui storia è altrettanto interessante. Rimasta orfana da parte di padre, Santa Lucia era cristiana, ed insieme alla mamma, era costretta a predicare di nascosto la religione cristiana, a causa delle persecuzioni dell’imperatore Diocleziano. 

Dopo aver avuto una visione e dopo una miracolosa guarigione della mamma malata, Lucia decise di dedicarsi ai più poveri, donando loro tutto ciò che possedeva. Le voci della cristianità di Lucia arrivarono ad un suo pretendente pagano, che a causa del rifiuto subito, la denunciò e la condannò alla decapitazione. Così, il 13 dicembre del 304, Santa Lucia divenne martire. Successivamente, secondo la testimonianza scritta di un presente, nel 1646 si festeggiò la fine della carestia, in cui una colomba fu vista volteggiare nella Cattedrale, e poco dopo annunciarono l’arrivo al porto di una nave colma di cereali. 

I palermitani, affamati ormai da diversi mesi, non lavorarono il grano per fare la farina, ma lo bollirono, per sfamarsi più in fretta, aggiungendogli soltanto dell’olio. Crearono così la “cuccia”. Per ricordare questo episodio, i palermitani da quel momento decisero di non mangiare farinacei, soprattutto pane e pasta. In alternativa si ricorre al riso, ai legumi e alle verdure. Un detto dedicato al giorno di Santa Lucia recita così: : “Santa Lucia, vulissi pani, pani unn’ aiu e accussi mi staiu”.

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fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Arancino

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